Trova, Bolero e Cancion

Trova

La Trova è una delle radici principali dell’albero musicale cubano. Nel XIX secolo nasceva questo movimento nella parte orientale dell’isola, specialmente a Santiago de Cuba. Un gruppo di musicisti itineranti, chiamati trovadores, cominciarono a spostarsi all’interno dell’isola, passando la vita a cantare e suonare la chitarra. Secondo uno scrittore, il vero trovador a Cuba doveva a) suonare canzoni composte da egli stesso, o da altri trovadores; b) accompagnarsi con la chitarra e c) trattare poeticamente con la canzone.. Questa definizione identifica meglio i cantanti di bolero, piuttosto che i cantanti di son (El Guayabero) o anche quelli di guaguancó e abakuá (Chicho Ibáñez). Si escludono, forse ingiustamente, i cantanti che si accompagnano con il piano.

I Trovadores hanno avuto una parte fondamentale nell’evoluzione della musica popolare cubana. Nell’insieme, sono stati compositori prolifici, e hanno fatto conoscere molti musicisti che successivamente hanno fatto parte di gruppi musicali. Socialmente, riuscirono a raggiungere tutte le comunità dell’isola, e hanno aiutato a far conoscere la musica cubana attraverso il mondo.

I fondatori

Pepe Sánchez, nato José Sánchez, è noto per essere il padre dello stile trova e il creatore del bolero. Ebbe le sue prime esperienze musicali con il teatro bufo, ma non ebbe nessuna formazione musicale scolastica. Grazie ad uno straordinario talento naturale, compose le canzoni senza scriverle, dato che non aveva studiato non sapva come fare. Il risultato è stato che molti di questi brani sono stati persi con lui, sebbene un paio di dozzine di canzoni sono state trascritte dai suoi amici che avevano studiato musica. Il suo primo bolero, Tristezas, è molto famoso ancora oggi. Creò anche jingle per la pubblicità prima della nascita della radio. Egli fu un modello per gli alrtri musicisti e un insegnante per i trovadores che lo seguirono.

Primo tra questi fu Sindo Garay, nato come Antonio Gumersindo Garay Garcia. Fu il più straordinario compositore di canzoni di trova, che registrò più di una volta. Nella sua eredità troviamo canzoni come Perla marina, Adios a La Habana, Mujer bayamesa, El huracan y la palma e Guarina. Anche Garay non aveva studiato musica, infatti, imparo da solo l’alfabeto a 16 anni; ma in questo caso le canzoni non sono andate perse grazie alle registrazioni che fece.

Garay fu coinvolto nella Guerra di indipendenza cubana e decise che trasferirsi nella Hispaniola (Haiti e Repubblica Dominicana). Tornò, sposato, a L’Avana nel 1906. Nel 1926 visitò Parigi con Rita Montaner e altri, passando tre mesi a cantare le sue canzoni. Egli trasmise alla radio e registrò. Era solito dire “Non sono molti gli uomini che hanno stretto la mano sia a Jose Marti che a Fidel Castro!”. Carlos Puebla, la cui vita attraversa i vecchi e i nuovi trova, racconta un simpatico aneddoto su Garay: “Sindo festeggiò il suo centesimo compleanno molte volte — infatti, tutte le volte era a corto di soldi!”

José ‘Chicho’ Ibáñez (Corral Falso,22 novembre 1875 – L’Avana, 18 maggio 1981) fu il primo trovador (di cui si ha conoscenza) che si specializzò nel son, come anche nel guaguancó e nei ritmi afrocubani della abakuá. Suonò il tres piuttosto che la chitarra spagnola, e sviluppò una sua particolare tecnica per questa chitarra cubana. Durante la sua lunga carriera, Chicho cantò e suonò il son nelle strade, nelle piazze, nei cafè, nei locali notturni e in altri luoghi dell’isola. Durante gli anni ’20, quando divennero popolari i sextetos, egli fu costretto a vendere le sue canzoni a questi gruppi e ai loro compositori per poter sopravvivere. Tra i suoi brani troviamo Tóma mamá que te manda tía, Evaristo, No te metas Caridad, Ojalá (sones); Yo era dichoso, Al fin mujer (bolero-sones); Qué más me pides, La saya de Oyá (guaguancos). Lavorò girando tutta l’isola, e in seguito fu girato un cortometraggio su di lui.

Il compositore Rosendo Ruiz fu un altro trovador che visse a lungo come Ibáñez e Garay. Nel 1911 scrisse Mares y Arenas, nel 1917 scrisse l’inno dei lavoratori Redencion e il bolero Confesion, la guajira Junto al canaveral e il pregon-son Se va el dulcerito. Fu anche autore di un noto manuale di chitarra.

Manuel Corona cominciò la sua carriera nel distretto a luci rosse de L’Avana. Originariamente era cantante e chitarrista, divenne un prolifico compositore dopo che la sua mano fu danneggiata da un coltello. Era un caso in cui “Lei era una prostituta, e aveva il suo uomo, ma io l’amavo”. Alberto Villalón sviluppò la tecnica di chitarra dei trova e diede una mano nella nascita dei septetos di son.

Garay, Ruiz, Villalón e Corona sono noti come i quattro grandi trova, ma Ibáñez e i tovadores che gli seguirono dovrebbero essere ricordati con altrettanta importanza.

Il XX secolo

Patricio Ballagas (Camaguey, 17 marzo 1879 – L’Avana, 15 febbraio 1920); Eusebio Delfin (Palmira, 1 aprile 1893 – L’Avana, 28 aprile 1965); María Teresa Vera (Guanajay, 6 febbraio 1895 – L’Avana, 17 dicembre 1965); Lorenzo Hierrezuelo (El Caney, 5 settembre 1907 – L’Avana, 16 novembre 1993); Joseíto Fernández (5 settembre, 1908 – 11 ottobre, 1979); Ñico Saquito (Antonio Fernandez: Santiago de Cuba, 1901 – L’Avana, 4 agosto 1982); Carlos Puebla (Manzanillo, 11 settembre 1917 – L’Avana, 12 luglio 1989) e Compay Segundo (Máximo Francisco Repilado Muñoz: Siboney, 18 novembre 1907 – L’Avana, 13 luglio 2003) sono tutti grandi musicisti trova. Da non dimenticare anche il Trio Matamoros.

Molti trovadores sono creoli, cresciuti con tradizioni e stili sia africani che spagnoli. Le eccezioni ci sono. Guillermo Portabales (Cienfuegos 6 aprile 1911 – San Juan, Puerto Rico 25 ottobre 1970) e Carlos Puebla hanno le tradizioni del guajiro, mentre El GuayaberoFaustino Oramas – (Holguín, 4 giugno 1911 – Holguín, 28 marzo 2007) era di colore e aveva contenuti e stile funky. Fu l’ultimo dei vecchi trova e, quando morì a 95 anni, era il più vecchio musicista cubano.

I musicisti trova lavoravano spesso in gruppi di due o tre, alcuni di loro erano solisti (come Compay Segundo). Quando i gruppi come sextetos, septetos, conjuntos, cominciarono ad ottenere sempre più popolarità, molti trovadores entrarono a far parte di questi gruppi musicali.

La tecnica musicale della chitarra graduelmente migliorò; i primi trovadores, essendo autodidatti, avevano una tecnica abbastanza povera. Guyún (Vincente Gonzalez Rubiera, Santiago de Cuba 27 ottobre 1908–L’Avana, 1987) studiò con Severino Lopez, e sviluppò il moderno concetto di armonia, e un modo per applicare le tecniche classiche alla musica popolare. Divenne più avventuroso, sempre il stile cubano, e nel 1938 smise di esibirsi per dedicarsi all’insegnamento della chitarra. Questa scelta diede i suoi frutti, e due generazioni di chitarristi furono influenzate dai suoi insegnamenti.

Forse il maggior chitarrista moderno è il trovador Eliades Ochoa (Songo La Maya, Santiago de Cuba, 22 giugno 1946), il leader del Cuerteto Patría. Ochoa studiò chitarra spagnola e tres cubano; Leo Brouwer gli disse che non aveva più bisogno di studiare la tecnica e che sapeva anche troppo! Ochoa ora suona la chitarra a otto corde (un modello disegnato da egli stesso, un ibrido tra la chitarra acustica a sei corde e il tres cubano). Nel Cuerteto Patría troviamo anche il fratello Humberto Ochoa alla chitarra, il figlio Eglis Ochoa alle maracas, William Calderón al basso, Anibal Avila alle claves e tromba, e Roberto Torres alle congas.

Le canzoni della trova

Il movimento dei trova ha dato origine a nuovi stili che sono cresciuti grazie alla fertilità musicale di Cuba e degli altri Paesi latino-americani. Gli elementi seguenti rappresentano i punti di maggior influenza dei trova:

1. Il grandissimo numero di canzoni che sono state usate il tutte le aree di musica popolare. 2 Alcuni indimenticabili brani sono diventati degli standard. 3. Il bolero, la forma musicale che è strettamente associata ai trova, e il suo parente canción. 4. Lo sviluppo delle tecniche di chitarra nella musica popolare. 5. Temi e iniziative strettamente legati agli eventi politici, come l’Afrocubanismo, il Filín e i Nueva trova.

 

Filín

La parola deriva da feeling (sentimento) e fu influenzata dalla musica popolare americana della fine anni 40, inizio anni 50. Descrive lo stile di canzoni romantiche post-miscofono influenzate dal jazz (crooning). Le sue radici cubane si trovano nel bolero e nella canción. Alcuni quartetti cubani, come il Cuarteto d’Aida e i Los Zafiros, si modellarono secondo i canoni dei gruppi americani. Altri furono cantanti che avevano ascoltato Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan e Nat King Cole. Tra i cantanti di Filín troviamo César Portillo de la Luz, José Antonio Méndez, che passò un decennio in Messico tra il 1949 e il 1959, Frank Domínguez, il pianista cieco Frank Emilio Flynn, e le grandi cantanti di bolero Elena Burke e Omara Portuondo, entrambe provenienti dal Cuarteto d’Aida.

Il movomento filín, che originariamente aveva uno spazio pomeridiano su Radio Mil Diez, sopravvisse durante i primi anni della rivoluzione, ma in qualche modo non è riuscito ad adattarsi alle nuove circostanze ed è andato sciamando, lasciando le sue radici perfettamente intatte nel jazz, nelle canzoni romantiche e nel bolero.

Nueva trova

Il movimento dei Nueva trova esiste dal 1967/68, dopo la rivoluzione cubana del 1959 e i conseguenti cambiamenti socialie politici. Si differenzia dal movimento trova, non perché i musicisti sono giovani, ma perché i contenuti sono, in generale, politici. Nuove trova è definito, non sono dal legame con la rivoluzione castrista, ma anche dalle canzoni. Queste tendono ad evitare le banalità della vita (come l’amore) per concentrarsi sul socialismo, le ingiustizie, il sessismo, il colonialismo, il razzismo e altri argomenti ‘seri’. Silvio Rodríguez e Pablo Milanés divennero gli esponenti più importanti del movimento. Carlos Puebla e Joseíto Fernández furono musicisti trova per lungo tempo che appoggiarono con la loro influenza il nuovo regime, ma dei due solo Puebla scrisse canzoni pro-rivoluzionarie.

Il regime stanziò dei fondi per supportare i musicisti che scrivevano canzoni anti-americane o pro-rivoluzionarie; questo era quasi un bonus in un’era in cui molti musicisti riuscivano a guadagnare con difficoltà. Nel 1967 la Casa de las Américas a L’Avana ospitò il Festival de la canción de protesta. Molti degli sforzi furono fatti per infastidire il governo americano. Tania Castellanos, autrice e cantante di filín, scrisse ¡Por Angela! in onore di Angela Davis. César Portillo de la Luz scrisse Oh, valeroso Viet Nam. Questi brani divennero famosi negli anni ’70, ma la loro popolarità declinò con il passare del tempo.

La Nueva Trova, inizialmente così popolare, ha subito un duro colpo con la caduta dell Unione Sovietica, sebbene avesse già perso popolarità. Soffrivano all’interno di Cuba, forse a causa del crescente disincanto per un partito unico, ed all’esterno, per il vivido contrasto con i film e le registrazioni dei Buena Vista Social Club. L’audience mondiale aveva aperto gli occhi verso lo straordinario fascino e la qualità musicale delle vecchie forme musicali cubane. Dall’altra parte, i temi principali degli anni ’60 e ’70 ora sembravano sterili e passati di moda; quando il tema non è più attuale, alle canzoni rimane la qualità musicale. Questi brani di alta qualità, tra i quali si distingue Hasta siempre di Puebla, probabilmente vivranno finché Cuba vivrà.

Altri da ricordare

Naturalmente, i musicisti ricordati in questa sezione sono alcuni tra le centinaia di eccellenti musicisti che hanno vissuto nello stesso periodo. Non esiste una lista completa, sebbene i musicisti segnalati sotto sono stati menzionati almeno in una fonte. Dopo il nome sono elencati uno o due tra i brani più famosi scritti da quell’autore:

Salvador Adams (Me causa celos) Ángel Almenares (Por qué me engañaste?) José (Pepe) Banderas (Boca roja) Emiliano Blez Garbey (Besada por el mar) Julio Brito (Flor de ausencia) Miguel Companioni (Mujer perjura) Juan de Dios Hechavarria (Mujer indigna; Tiene Bayamo; Laura) José (Pepe) Figarola Salazar (Un beso en le alma) Oscar Hernández Falcón (Ella y yo; Rosa roja) Graciano Gómez Vargas (En falso; Yo sé de esa mujer) Rafael Gómez (aka Teofilito) (Pensamiento) Ramón Ivonet (Levanta) Eulalio Limonta Manuel Luna Salgado (La cleptómana) Nené Manfugás Rafael Saroza Valdés (Guitarra mía)

Duos, trios, gruppi

Durante una carriera, un musicista può lavorare in differenti progetti. A causa della sonorità limitata della chitarra, i musicisti trova preferivano gruppi piccoli o performance soliste. I bolero tendono ad avere due voci, primo e segundo, che danno ricchezza alla frase melodiain contrasto con il rirmo base del cinquillo.

Duos

Guaronex y Sindo: Sindo Garay e suo figlio. Floro y Miguel: Floro Zorilla e Miguel Zaballa. Floro y Cruz: Floro Zorilla e Juan Cruz. Cruz era un bravissimo baritono. Pancho Majagua y Tata Villegas: Francisco Salvo e Carlos Villegas. María Teresa y Zequieira: María Teresa Vera e Rafael Zequeira. Dúo Ana María y María Teresa: due voci femminili, Ana María García e Ma. Teresa Vera. Justa García duettarono con loro. Lorenzo Hierrezuelo e María Teresa Vera. José ‘Galleguito’ Parapar y Higinio Rodríguez. Juan de la Cruz y Bienvenido León. Manuel Luna y José Castillo. Dúo Hermanos Enriso: Enrique ‘Chungo’ e Rafael ‘Nené’ Enriso. Dúo Luna–Armiñan: Pablo Armiñan (primo) e Manuel Luna (segundo e chitarra) Dúo Pablito–Castillo: Pablo Armiñan (primo) e Augusto Castillo (segundo). Dúo Pablito y Limonta: Pablo Armiñan (voz primo e accompagnamento alla chitarra) e Juan Limonta (segunda, chitarra e autore). Molto popolari a Santiago de Cuba negli anni ’20. Dúo Juanito Valdés y Rafael Enriso. Dúo Carbo–Quevedo: Pablo Quevedo (primo) e Panchito Carbó (segundo e chitarra). Dúo Hermansa Martí: Amelia e Bertha. Dúo Sirique y Miguel: Alfredo ‘Sirique’ González e Miguel Doyble. Los Compadres: Lorenzo Hierrezuelo, prima con Compay Segundo, poi con Rey Caney.

 

Bolero

 

Il bolero è un genere musicale con radici spagnole, reinventato nei paesi ispanoamericani della zona Caraibica, tra cui Cuba, Porto Rico, il Messico, il Venezuela, la Colombia ed il Perù.

 

Nascita

 

Sembra che l’origine del bolero si debba ricercare nella contradanza, ballo del Settecento. A partire dal 1830 il genere assunse caratteristiche proprie del danzón e dell’habanera, generi nati durante l’Ottocento a Cuba. La Habanera è senza dubbio la maggiore responsabile delle caratteristiche attuali del genere, dato che è tra quelli ad esso più vicini. A partire dal 1893 si fa incominciare il bolero che si conosce attualmente nei paesi di lingua spagnola. La prima strutturazione musicale precisa del genere, la dobbiamo a José Sánchez e Nicolás Camacho.

 

Espansione e cambiamenti

 

Nei primi cinquanta anni del Novecento, la popolarizzazione del bolero si deve a vari fattori, cangianti da paese a paese. In Messico i suoi principali traini furono l’influenza dell’opera lirica italiana e dell’operetta spagnola (chiamata Zarzuela), insieme ad uno sviluppo autonomo dell’habanera. A Portorico la sua forza fu molto maggiore, grazie all’influenza della musica cubana. Per quanto riguarda il resto del continente americano, il genere attecchì in maggior o minor misura a seconda della sua maggior o minor somiglianza con generi tipici dei vari paesi avendo come principali divulgatori in Perù, Ecuador e Colombia le tournée di artisti messicani e cubani, e negli altri paesi la radio ed i dischi in vinile. L’ultima fase della sua popolarizzazione riguardò i paesi del sud estremo del continente, come il Brasile, e centroamericani come il Venezuela.

 

Origini e storia

 

Sull’origine del bolero esistono diverse teorie, la maggioranza delle quali lo fanno nascere in Europa. Così si suppone che questo genere sia nato in Spagna, come danza veloce, probabilmente eseguita dai gitani, come dimostrerebbe il nome, derivato dal verbo “volare”, azione a cui spesso fanno pensare alcuni movimenti delle danze zingare, rapidi ed acuti. Inoltre, se fissiamo la nostra attenzione sulla strumentazione usata per l’esecuzione delle musiche zingare spagnole, notiamo la presenza di chitarre e casse di legno (chiamate “cajones“), il cui ruolo è percussivo, oltre all’uso del palmo delle mani, detto anche “palmeo” Con questa strumentazione il bolero arriva in America latina, specialmente a Cuba, dove la fusione con i ritmi africani della zona caraibica, ha dato come risultato il ritmo fortemente cadenzato del bolero attuale, suonato tradizionalmente con chitarre e percussioni, come bonghi, maracas, claves, congas e tumbadoras. Si suppone comunemente che il primo bolero composto nella forma attuale fu scritto a Santiago de Cuba nel 1886 da José Sánchez, con il titolo di “Tristeza”. Anche se tra gli studiosi non vi è concordia sull’effettiva data di composizione del brano, ciò che importa è che esso è considerato il primo bolero accompagnato con la cosiddetta formazione classica, ossia da chitarre e percussioni. Così si ebbe l’evoluzione del bolero da musica di cantine e circoli a musica da serenata. Il tocco romantico così acquistato, permise al genere, prima di toccare tutte le classi sociali, poi, grazie alla radio, di diventare universale; successivamente, grazie ai dischi acetati e di vinile, di diventare eterno. Tra i generi musicali cubani divulgati dalle radio, oltre al bolero, sono da ricordare: il son, il danzón, la guaracha, il mambo,il Cha cha cha, che spesso si sono fusi con il bolero stesso, dando origine a sottogeneri come: bolero rítmico, bolero cha cha cha, bachata (o bolero domenicano), bolero ranchero (frutto della fusione tra il bolero e lo stile dei Mariachi messicani), bolero moruno (bolero influenzato dallo stile flamenco). Tra le cause della maggior popolarità del bolero a partire dagli anni trenta, si deve citare l’inaspettata morte di colui che molti tuttora considerano il miglior interprete di tango, l’argentino Carlos Gardel, avvenuta nel 1935. Inizialmente il bolero fu accompagnato da terzetti di chitarre, per passare alle orchestre tropicali che lo inserivano in repertorio, pur non specializzandovisi; successivamente (nel trentennio 1935-1965 si ebbe alternanza tra orchestre di stile big band ed ensemble sinfonici. In questo periodo il bolero domina lo spettro musicale ispanoamericano: prima tramite la radio (con programmi in diretta), poi con i dischi (prima acetati, poi con le varie forme di vinile), arrivando successivamente al cinema ed alla televisione. I principali centri di produzione ed interpretazione del genere sono il Messico e Cuba, ma di grandi interpreti e compositori se ne trovano in ogni paese di lingua spagnola, oltre che in Brasile. Tra i fattori che contribuirono alla grande popolarità del genere in tutta l’America Latina, oltre alla diminuzione della popolarità del tango, va ricordato innanzitutto il relativo isolamento in cui visse il continente tra le due guerre mondiali, restando completamente fuori dall’ondata di influenze nuove che provenivano dagli Stati Uniti (come il Fox Trot) o dall’Europa (come il pasodoble). In queste condizioni il bolero poté svilupparsi senza problemi. Bisogna ricordare inoltre che i paesi sviluppati non avevano alcun interesse a vendere la loro cultura, mostrando il loro potere solo a livello commerciale. Va anche detto che il successo del bolero fu aiutato dai numerosi regimi militari sparsi sul territorio continentale, che erano interessati a dare alla gente uno spasso che le permettesse di scordarsi della politica. È per questo che l’era dorata del bolero è associata alle dittature degli anni cinquanta. Anche il cinema, tramite l’idolatria dei suoi interpreti, permise al bolero di avere una popolarità enorme. Dopo la seconda guerra mondiale il continente sudamericano si integrò nel mondo competitivo e cosmopolita ed il bolero decadde. Il suo posto di musica romantica per antonomasia fu occupato dai brani leggeri, come il posto delle guarachas e del Cha Cha Cha fu occupato dal Rock and roll. Non si può dire però che il bolero sia morto, anche se la sua sfera d’influenza si ridusse ai suoi estimatori ed interpreti storici, gente d’età già avanzata. Oltretutto non va scordato che la musica leggera ispanoamericana, nel suo modo d’affrontare l’amore, è stata sempre influenzata dal bolero. Si può addirittura affermare che composizioni di artisti come Armando Manzanero o Marco Antonio Muñíz siano boleros con arrangiamenti pop. Si può quindi dire anche che l’operazione di rivitalizzazione del genere compiuta dapprima da Jose Feliciano (che nella seconda metà degli anni sessanta ottenne grandissime hit in tutta l’america latina con la rivisitazione pop con influenze blues di centinaia di vecchi bolero) e in anni recenti da Luis Miguel, anche se gode di una certa autonomia, è frutto di un ambiente precedente pieno di romanticismo, eredità dell’età gloriosa del bolero.

 

Sottogeneri

 

Tra i sottogeneri si possono ricordare il Bolero-son, sviluppato fra il 1927 ed il 1928, e la tristeza, caratterizzata da testi sulla vita quotidiana

 

Decadenza e rivitalizzazione

 

Tra gli anni sessanta e settanta si ha l’ascesa di generi come il rock e la musica leggera, quindi il bolero entra in un periodo in cui i suoi testi sono abbastanza mediocri e la sua popolarità declina. Negli anni ottanta, invece, il genere torna a godere di grande popolarità, grazie al suo completo rinnovamento, che lo farà tornare ai fasti del passato.

 

Interpreti Cubani

 

  • Cuba si pensi a Los hermanos Rigual (coloro che lanciarono “Cuando calienta el sol” nel 1962; Antonio Machín (autore di “Angelitos negros”, brano tradotto come “Angeli negri”, ed interpretato in Italia da vari cantanti, tra cui Fausto Leali); Beny Moré (detto anche “El bárbaro del ritmo”, ossia “il mago del ritmo”); Barbarito Diez; Ibrahim Ferrer (conosciuto a livello mondiale dopo la sua partecipazione al CD ed al film Buenavista social club); Vicentico Valdéz; Fernando Albuerne; Roberto Ledesma; Rolando Laserie; Orlando Contreras; Fernando Álvarez; María Teresa Vera; Bertha Dupuy; Rita Montaner; La Lupe (riscoperta dal regista spagnolo Pedro Almodóvar che ha utilizzato un suo brano in una colonna sonora); Celia Cruz (prevalentemente conosciuta come interprete di salsa e generi più ritmati); Blanca Rosa Gil; Olga Guillot; Omara Portuondo (presente in Buenavista social club); Xiomara Alfaro; Elena Burque; Pablo Milanés (cantautore, esponente insieme a Silvio Rodríguez della Nueva trova cubana; Bienvenido Granda; Lucrecia (cantautrice cubana che da molti anni risiede in Spagna); Ramón Armengod.

 

 

 

 

 

Canción

 

 

 

Le radici della canción (canzone) si trovano nelle forme di musica popolare spagnola come tiranas, polos e boleros. Inizilmente, sebbene fosse scritta dalla popolazione cubana, che si opponeva alle regole gerarchiche, la musica mantenne lo stile europeo di “melodie intricate e scure, testi enigmatici ed elaborati” (Orovio).

 

 

 

Nella seconda parte del XIX secolo, la canción fu influenzata dal movimento dei trovadores. Il risultato fu che nei testi si esprimevano i sentimenti e le aspirazioni del popolo. L’accompagnamento della chitarra fece in modo che la canción si fuse con le altre forme di musica popolare come il bolero. L’elemento distintivo fu che la canción non ebbe mai l’accompagnamento di percussioni afro-cubane come avvenne per le altre forme di musica.