Teatro Musicale

Teatro Musicale

Teatro musicale cubano

Il Teatro musicale cubano ha uno stile distinto e una proptia storia. Dal XVIII secolo fino ad oggi, le forme teatrali includono musica e balli. Molti compositori e musicisti cominciarono la loro carriera in teatro, e molte composizioni furono suonate per la prima volta sul palco. Oltre a mettere in scena alcune opere e operette europee, i compositori cubani gradatamente svilupparono le idee che meglio soddisfavano il loro pubblico multi-etnico. I personaggi sul palco cominciarono ad avere elementi della vita di Cuba, e la musica cominciò a riflettere la fusione tra la tradizione europea e quella africana.

Le registrazioni musicali permisero alla musica cubana di raggiungere il resto del mondo. L’artista con il maggior numero di registrazioni nel 1925 era un cantante del teatro Alhambra, Adolfo Colombo. Le registrazioni testimoniano che tra il 1906 e il 1917 aveva inciso 350 brani.

Il primo teatro aprì a L’Avana nel 1775, con il nome di Coloseo, successivamente cambiato il Teatro Principal. La prima opera cubana fu messa in scena nel 1807. La musica teatrale fu importante nel XIX secolo e nella prima metà del XX secolo; l’importanza del teatro andò declinando durante la seconda metà del XX secolo, a causa dei cambiamenti politici in atto nell’isola. La radio, che entrò a Cuba nel 1922, aiutò ad aumentare la popolarità della musica e divenne una nuova fonte di reddito per gli artisti.

 

Teatro cubano ai primi dell’800

Nel 1810 arrivò a L’Avana una compagnia teatrale che mise in scena opere per 22 anni. Questa compagnia annoverava artisti seri e capaci. La troupe includeva: Andrés Prieto (un afmoso attore), Manuel García, il cantante María del Rosario Sabatini, Antonio Hermosilla ed altri. Dopo pochi mesi arrivarono altri talenti dalla Spagna: Mariana Galino, Isabel Gamborino (il famoso cantante di tonadilla) e sua sorella, la ballerina Manuela Gamborino, che Carpentier descrive come “un agile e succulenta bambola che teneva gli uomini de L’Avana sotto incantesimo.

La vita di alcuni di questi attori fu teatrale: Marina Galino portò il marito alla gelosia, fino al punto di spingerlo a pugnalarla e, credendola morta, si tagliò i polsi. Ma Marina non era morta, e recuperò la salute per dar prova della sua bravura nelle danze europee come: bolero (stile spagnolo), minuetto, gavotte, polka, folías (Isole Canarie), cachuchas (canto e ballo dall’Andalusia), manchegas (da La Mancha), el pan de xarabe, el caballito jaleado e così via. Molti di questi sono insegnati nella accademie di danza de L’Avana, ma i favoriti rimanevano la contradanza e il valzer. Vent’anni dopo l’arrivo della contradanza sull’isola, si cominciavano a vedere i primi segni di “cubanizzazione” del ritmo. Fu l’inizio della fusione che portò alla musica e al ballo tipici di Cuba.

Zarzuela

La Zarzuela è una breve operetta. Inizialmente aveva contenuti importati dalla Spagna, che successivamente furono sostituiti e furono introdotti i problemi e gli eventi sociali di Cuba. La zarzuela è importante perché ha portato al successo il primo artista cubano: il soprano Rosalía ‘Chalía’ Díaz de Herrera che fece, fuori Cuba, la prima registrazione discografica di un artista cubano. Lei registrò un pezzo della zarzuela Cadíz nel 1898 su cilindri Bettini non numerati.

La zarzuela raggiunge il suo picco nella prima metà del XX secolo. Il direttore musicale Jorge Anckermann produsse zarzuelas, recensioni e commedie al teatro Alhambra. Altri abili compositori come Gonzalo Roig, Eliseo Grenet, Ernesto Lecuona e Rodrigo Prats produssero successi per i teatri Regina e Martí. Grandi star come la vedette Rita Montaner, che sapeva cantare, suonare il piano, danzare e recitare, era l’equivalente di Mistinguett e Josephine Baker a Parigi. Una della più note zarzuelas sono: La virgen morena (Grenet), Nina Rita (Grenet e Lecuona), María la O, El batey, Rosa la China (tutte di Lecuona); Gonzalo Roig con La Habana de noche; Rodrigo Prats con Amalia Batista e La perla del caribe; e soprattutto Cecilia Valdés (il musical del più famoso romanzo cubano del XIX secolo, con le musiche di Roig e la sceneggiatura di Prats e Agustín Rodríguez). Tra gli artisti che si fecero conoscere al pubblico tramite il teatro lirico ricordiamo: Caridad Suarez, María de los Angeles Santana, Esther Borja e Ignacio Villa, che aveva una testa così tonda e nera che fu scherzosamente soprannominato Bola de Nieve.

Bufo

Il teatro Bufo è una forma di commedia satirica, in cui vengono rappresentate le caricature di molti personaggi che si possono incontrare ovunque. Il Bufo trova le sue origini tra il 1800 e il 1815, con una forma chiamata tonadilla. Francisco Covarrubias il ‘caricaturista’ (1775–1850) fu il padre del Bufo. Negli anni, i personaggi comici che traevano ispirazioni da modelli europei, divennero sempre più cubani. La musica seguì questa trasformazione, dalle baracche degli schiavi e dai quartieri poveri, trovò il suo spazio attravaerso la guaracha:

Una mulata me ha muerto! Y no prendan a esa mulata? Como ha de quedar hombre vivo si no prendan a quien matar! La mulata es como el pan; se deber como caliente, que en dejandola enfriar ni el diablo le mete el diente! Così il teatro bufo divenne il luogo di nascita della forma musicale tipica cubana: la guaracha.

Altre forme teatrali

Vaudeville

I vari tipi di teatro vernacolare spesso includono la musica. Esistono ancora forme come il Music Hall inglese, o il Vaudeville americano, dove il pubblico assiste ad un pot-pourri di canto, commedia, banda, sketches e recitazione. Anche al cinema, durante i film muti, i cantanti e l’orchestra intrattenevano il pubblico durante l’intervallo e un panista suonava durante il film. Bola de Nieve e María Teresa Vera sono due artisti che suonavano nei cinema agli inizi delle loro carriere. Anche il teatro Burlesque era famoso a L’Avana prima del 1960.

Guaracha

La guaracha è un genere musicale e un ballo originario di Cuba, ha un tempo veloce ed è cantato. Questa parola ha assunto questo significato alla fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX°.Le guarachas erano rappresentate e suonate nei teatri musicali e nei saloon frequentati dai ceti bassi. Divenne una parte integrante del teatro comico Bufo nella metà del XIX secolo. Durante la fine del XIX secolo e l’inizio del XX le guarachas erano le forme musicali preferite nei bordelli della capitale. La guaracha sopravvive oggi nel repertorio di alcuni trova, dei conjuntos e nelle big band di stile cubano.

Storia

Ebbe origine nell’ambito del teatro musicale (Bufo) e nei bordelli dell’Avana attorno alla metà del XIX Secolo. I testi erano caratterizzati da un vasto utilizzo di espressioni gergali e si incentravano su eventi e personaggi legati all’attualità. Ritmicamente la guaracha comprende una serie di metri musicali, come 6/8 con 2/4.

Verso la metà del XX secolo lo stile della guaracha venne mutuato da alcuni cantanti e gruppi. I contenuti satirici dei versi erano inoltre adatti al son, e molte band inserirono nel proprio repertorio entrambi i generi.

Oggi sembra non esistere più come genere musicale autonomo essendo stata ricompresa nel vasto novero espressivo della salsa. Ai migliori interpreti di musica cubana, cantanti capaci di destreggiarsi molto rapidamente con le liriche come Celia Cruz, Benny Moré e Orlando Guerra, viene però ancora attribuito il titolo di guarachero.

La parola guaracha

Sebbene la parola abbia origini spagnole, il suo uso in questo contesto è puramente cubano. Questi sono brani tratti dalle fonti, in ordine di data:

  • La Gazeta de Barcelona menziona la guaracha in un numero pubblicitario dedicato alla musica La prima comparsa della parola avviene nel #64, datato 11 agosto 1789, dove si legge “…otra del Sr. Brito, Portugues: el fandango, la guaracha y seis contradanzas, todo en cifra para guitarra…”. Una citazione successiva avviene nel #83, del 15 ottobre 1796, in cui si fa riferimento a una “…guaracha intitulada Tarántula…”.
  • “Báile de la gentualla casi desuado” [danza per la gentaglia, un po’ antiquato] Leal commenta così: ” I bailes de la gentualla sono noti anche l’espressione bailes de cuna dove le persone di razze differenti ballano insieme. La guaracha impiega la struttura solista-coro, cioè i versi e i passaggi variano tra il solista e il coro, è comune l’improvvisazione, e i temi trattati nei testi riguardano i problemi quotidiani, impepati con artigianale arguzia.”
  • “Una canción popular que se canta a coro… Música u orquesta pobre, compuesta de acordeón o guitarra, güiro, maracas, etc.” [una canzone popolare in cui canta il coro… Orchestra e musica povere, composta da fisarmonica o chitarra, maracas, etc.]
  • “Cierto género musical” [un particolare genere musicale]

Queste citazioni si riferiscono tutte alla musica; ma altre dello stesso tipo non sono altrettanto chiare. Il significato di guaracha talvolta è esteso e significa, in genere, divertirsi.

Guaracha come ballo

Ci sono poche testimonianze che ci indicano come era il ballo legato alla guaracha. Alcune incisioni del XIX secolo suggeriscono che si trattasse di un ballo di coppia, non con una sequenza di passi vincolati come la contradanza. Il prototipo di ballo a coppie indipendenti è il valzer. La danza creola a ceppi indipendenti, ballata a Cuba della quale abbiamo conoscenza certa è il danzón. Se la guaracha è un ballo precedente sarebbe interessante poterlo studiare dal punto di vista della storia della danza

Guarachas nel teatro bufo

Durante il XIX secolo, il teatro bufo, con la sua forte comicità, i suoi personaggi creoli e le sue ghuarachas, giocava un ruolo importante nell’emancipazione degli schiavi e nell’indipendenza di Cuba. Hanno svolto una parte importante, da una parte criticando le autorità e ridicolizzando figure pubbliche, dall’altra supportando i rivoluzionari. La satira e la comicità sono armi forti per soggiogare le persone. Nel 1869 nel Teatro Villanueva a L’Avana era in scena un bufo anti-spagnolo, quando alcuni soldati spagnoli attaccarono il teatro, uccidendo una decina di patroni. Si stava combattendo la Guerra dei dieci anni, da quando, l’anno precedente, Carlos Manuel de Céspedes aveva liberato i suoi schiavi e aveva dichiarato l’indipendenza di Cuba. Gli animi si riempirono di sentimenti di indipendenza, il governo coloniale e i ricchi mercanti spagnoli reagirono. Non era la prima volta (e non fu l’ultima) che politica e musica si intrecciavano. Le rappresentazioni bufo furono chiuse per alcuni anni in seguito a questo fatto.

Nei bufo l’inizio della guaracha dipendeva dall’autore: i guaracheros entravano indossando camicie colorate, pantaloni bianchi e stivali, con un fazzoletto in testa, le donne indossavano camicie bianche. In generale la guaracha si sviluppava in un dialogo tra il tiple, il tenore e il coro. Il periodo di maggior fama di questo genere fu l’inizio del XX secolo nel teatro Alhambra a L’Avana, dove si susseguirono compositori come Jorge Anckermann, José Marín Varona e Manuel Mauri che scrisse canzoni per il noto cantante Adolfo Colombo. Molti trova scrissero guarachas: Pepe Sánchez, Sindo Garay, Manuel Corona, e, più tardi, Ñico Saquito.

Guaracha nel XX secolo

Durante la metà del XX secolo, questo stile fu riproposto dai conjuntos e dalle big bads come musica in controtempo. Molti musicisti trova, come Manuel Corona (che lavorava in un bordello a L’Avana), compose e cantò guarachas per mediare tra bolero e canción. Ñico Saquito fu un importante cantante e compositore di guarachas. Il contenuto satirico delle canzoni si combinava bene anche con il ritmo del son, così molti gruppi cominciarono a suonare entrambi i generi. Oggi non esiste più la forma specifica della guaracha, che viene assorbita dal vasto movimento della salsa.

Guaracha a Puerto Rico

Durante il XIX secolo, i gruppi musicali arrivarono a Puerto Rico da Cuba, portando con loro gli stili cubani, come il son e la guaracha. Successivamente, la guaracha sviluppò uno stile tutto suo a Puerto Rico e divenne parte dei costumi portoricani.

Questo stile di salsa fu caratterizzata da Cortijo y su Combo, Ismael Rivera e Myrta Silva, una cantante de La Sonora Matancera meglio nota come “La Reina de la Guaracha”. Le canzoni sono cantate da un solista o da un duo, accompagnate dal coro. La parte strumentale comprende il güiro e la chitarra e il cuatro portoricano, insieme ad altri strumenti simili a quelli che troviamo in un conjunto cubano.