L’eredità Africana

L’eredità africana

Origine dei gruppi africani a Cuba

Chiaramente, l’origine dei gruppi africani a Cuba è dovuta alla lunga storia di schiavitù presente sull’isola. A confronto con gli Stati Uniti, la schiavitù cominciò molto prima a Cuba e continuò per decenni. Cuba fu l’ultimo Paese delle Americhe ad abolire l’importazione di schiavi e la penultima a liberarli. Nel 1807 il parlamento britannico dichiarò la schiavitù fuorilegge e da allora la Marina britannica cominciò ad intercettare le navi schiaviste portoghesi e spagnole che facevano rotta verso Cuba. Nel 1860 le tratte con Cuba erano quasi sparite; l’ultima nave di schiavi arrivò sull’isola nel 1873. L’abolizione della schiavitù fu annunciata dalla Corona spagnola nel 1880 ed entrò in vigore nel 1886. Due anni più tardi, il Brasile abolì la schiavitù. Sebbene non sia possibile stimare l’esatto numero di schiavi deportati da ogni regione africana, molti di loro appartengono ai gruppi seguenti, che sono classificati secondo l’impatto culturale che hanno avuto a Cuba:

1. I Congolesi dal Congo nel sud-ovest dell’Africa. Furono deportate molte tribù, tutte chiamate Congos a Cuba. La loro religione era il Palo.

2. Gli Oyo o Yoruba dalla moderna Nigeria, noti a Cuba con il nome di Lucumí. La loro religione era conosciuta come Regla de Ocha (circa la via degli spiriti) e la sua versione sincretica è la Santería.

3. I Calibar provenienti da Nigeria e Cameroon. Questi gruppi semi-bantú erano noti a Cuba come Carabali, e la loro religione si chiamava Abakuá.

4. I Dahomey, dal Benin. Loro erano i Fon, conosciuti come Arará. Questo era un popolo potente e terribile che praticava sacrifici umani e la schiavitù prima che fosse catturato dagli europei, ma questi comportamenti furono mantenuti nelle navi che li trasportavano nelle Americhe.

5. Gli immigrati da Haiti arrivarono in vari periodi storici, e ancora oggi ne arrivano. Vivendo vicino ai francesi, gli africani da Haiti erano un mix di gruppi che generalmente parlavano un francese creolo. La loro religione era il vudù.

6. Dalla moderna Liberia e dalla Costa d’Avorio arrivarono i Gangá.

7. Il popolo dal Senegal e dalla Gambia, ma include anche persone provenienti dal Sudan; a Cuba sono noti con il nome generico di Mandinga. Il famoso verso Kikiribu Mandinga! si riferisce a loro.

Organizzazioni successive

Le radici di molte forme di musica afro-cubana si possono trovare nei cabildos, dei ritrovi sociali auto-organizzati per schiavi africani, ogni cabildos riuniva una cultura. I cabildos principali erano quattro: gli Yoruba (o Lucumi a Cuba); i congolesi (o Palo a Cuba); i Dahomey (i Fon o Arará). Senza dubbio all’interno di un cabildo erano presenti più culture, più di quelle appena elencate, ma il numero esiguo di persone non ha reso la loro presenza così importante. I calibidos preservavano le tradizioni culturali africane, anche dopo l’abolizione della schiavitù nel 1886. Allo stesso tempo, le religioni africane venivano trasmesse di generazione in generazione attraverso Cuba, Haiti e le altre isole caraibiche, fino al Brasile. Il termine Santeria fu introdotto quendo gli spiriti delle religioni africani si fusero con i santi cattolici, specialmente tramite quelle persone che erano sia battezzate che iniziate, quindi erano membri ufficiali di entrambe le religioni. Gli stranieri tendono ad usare questa parola indiscriminatamente fino a farla diventare un termine che va bene per tutte le religioni, un po’ come la parola salsa lo è per la musica. I ñáñigos a Cuba o Carabali nelle società segrete Abakuá erano il gruppo più terrificante; anche gli altri neri avevano paura di loro:

“Ragazza, non parlarmmi dei ñáñigos! Sono cattivi. Il carabali hanno il male dentro. E i ñáñigos di una volta, quando ero bambina, non sono quelli di oggi… hanno mantenuto i loro segreti, come in Africa”

La musica sacra africana a Cuba

Tutte queste culture africane avevano le loro tradizioni musicali, che sopravvivono non integralmente tuttora, ma lo stile generale si è mantenuto. Le meglio preservate sono le religioni politeistiche, dove, anche a Cuba, gli strumenti, il linguaggio, i canti, i balli e le loro interpretazioni sono ben preservate. In quale altro Stato delle Americhe è possibile trovare le cerimonie religiose tenute ancora nell’antico linguaggio dell’Africa? Questo succede senza dubbio nelle cerimonie dei Lucumí, anche se, ovviamente, il linguaggio ha subito delle modifiche. Quello che unifica tutte le forme di musica africana è l’insieme delle percussioni poliritmiche, la voce (frase-e-risposta) e la danza in un insieme sociale ben definito e l’assenza di strumenti melodici di tipo europeo o arabo.

Non esistono registrazioni, né testi scritti di musica sacra africana fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dietro ai culti, alla musica, alle canzoni, alla danza e alle cerimonie c’era (e c’è) l’iniziativa del cuore, incluso per quel che riguarda le procedure cerimoniali. Le esperiente sono private per ogni iniziato, come racconta l’etnologista Fernando Ortiz, che dedicò gran parte della sua vita ad analizzare l’influenza della cultura africana a Cuba. La prima descrizione dettagliata delle percussioni, delle canzoni e dei canti si trova infatti nel suo miglior lavoro.

Ora esistono molte registazioni che testimoniano le preghiere agli orishas. Molte cerimonie sono ancora proibite a chi non è membro della religione, sebbene ne esistano alcune descrizioni.

Rumba

Nella musica cubana con il termine rumba si identifica un insieme di ritmi musicali e di danze. La rumba trova le sue radici nella musica portata a Cuba dagli schiavi africani deportati sull’isola dai colonizzatori spagnoli. Ritmicamente è basata sulle cinque battute che identificano la clave.

La rumba si sviluppò nelle provincie de L’Avana e Matanzas alla fine del XIX secolo. Essendo un ballo afro-cubano sensuale ed energetico, la rumba fu spesso repressa e bandita poiché era considerata oscena. La rumba cubana è completamente diversa dalla rumba da sala, o dallo stile di musica africana chiamata anch’essa rumba. La rumba cubana è ballata tutt’oggi a L’Avana, Matanzas e nelle altre città dell’isola come anche nelle aree rurali, specialmente quando predomina la comunità africana, sebbene ora ha subito delle influenze dal Jazz e dall’hip hop.

La rumba cubana spesso inizia con un cantante solista che pronuncia sillabe senza particolare significato (‘diana’). Quindi comincia ad improvvisare un testo indicando il motivo per cui viene cantata quella particolare Rumba (‘decimar’:strofa di dieci battute), oppure comincia una canzone più o meno ripetitiva come: “Ave Maria Morena” (Yambú, Anónimo), “Llora Como Lloré” (Guaguancó, S. Ramirez), “Cuba Linda, Cuba Hermosa” (Guaguancó, R.Deza), “China de Oro (Laye Laye)” (Columbia), “Malanga (Murió)” (Columbia)”.

La rumba cubana può essere suddivisa in tre categorie: Yambú (lo stile più vecchio e lento), Columbia, e Guaguancó (lo stile più popolare, che abbiamo ascoltato in brani come Quimbara di Celia Cruz).

Carlos Vidal Bolado (meglio noto come Carlos Vidal) fu il primo a registrare la rumba popolare (Ritmo Afro-Cubano SMC 2519-A e 2520-B, circa 1948).

 

Rumba Yambú

Questo è lo stile più antico e più lento, chiamato anche “Rumba dei Vecchi”. IL ritmo è lento e incorpora movimenti che simulano fragilità, può essere ballata da soli (questo vale specialmente per le donne) o in coppia. Sebbene i ballerini possano flirtare con le compagne durante il ballo, non usano in vacunao della Rumba Guaguancó.

Rumba Guaguancó

È più veloce del Yambú, con ritmi più complessi e sviluppa movimenti apertamente di approccio tra l’uomo e la donna che “interpretano” il ruolo di “Gallo” e “Gallina”. Le donne hanno il compito sia di attrarre l’uomo che di “proteggersi” da lui, che tenta di “possedere” la donna con il vacunao mentre lei è distratta, l’uomo indirizza la mano che tiene un fazzoletto verso le gambe o il bacino della donna per simulare un contatto sessuale. Per difendere se stessa, la donna si copre con una o entrambe le mani, oppure può usare la gonna, il punto a cui è rivolto il “colpo” dell’uomo e “porta via” l’energia sessuale dal suo corpo. Molto probabilmente il vacunao è stato ereditato dalla danza yuca o macuta, che è stata portata sull’isola dai Bantú.

La forma musicale della Rumba Guaguancó

La musica Guaguancó è divisa in due sezioni principali. La prima, il canto, eseguita dal cantante solista, talvolta parzialmente improvvisata. Sotto la voce primcipale sono suonate delle parti ritmiche: uno o due tamburi conga suonano un ostinato con due diversi toni, mentre un altro musicista tamburella il lato di un tamburo con le bacchette, chiamati palitos. In genere il cantante suona anche la clave. Questa sezione dura in genere un paio di minuti, finché il cantante solista indica agli altri cantanti di ripetere un breve ritornello, in chiamata e risposta. Questo è il segnale che indica l’inizio della seconda parte, il montuno, che prevede la danza, dove i ballerini si esibiscono in movimenti definibili come “gallo e gallina”, accompagnati dai musicisti, che si esibiscono in lunghi assoli. Il gruppo Vocal Sampling ha suonato una particolare versione di rumba solo cantata dal titolo “Conga Yambumba”.

Rumba Columbia

La Rumba Columbia (non “Colombia”) è quella più veloce ed energica, con tempo 6/8, che spesso è accompagnato dal battito di una campana. Si crede che la Columbia abbia le sue origini nei borghi interni dell’isola di Cuba, piuttosto che nei quartieri sub-urbani delle grandi città da dove provengono le altre forme di rumba. Un ballerino solista, di solito un uomo, provoca i percussionisti, specialmente il musicista con i tamburi piccoli, per spingerli a suonare ritmi complessi che il ballerino imita attraverso movimenti creativi e talvolta acrobatici. I ballerini possono anche competere tra di loro per dimostrare la loro agilità, forza, fiducia e senso dello humor. Tutti questi aspetti della rumba columbia derivano da una forma di arte marziale coloniale chiamata El Juego De Manos che è simile all’esecuzione della Capoeira. La Columbia incorpora molti movimenti che derivano dai balli congolesi e dal flamenco, fino ad arrivare alla breakdance a all’hip hop. Secondo Gregorio ‘el Goyo’ Hernandez, percussionista cubano, cantante, compositore e storico, ritenuto uno specialista dell’argomento, la rumba columbia trova le sue radici nei canti e nei ritmi delle tradizioni religiose degli Abakuá.

Altre forme

Gli immigrati di colore da Haiti si stabilirino a est dell’isola e crearono un loro particolare stile di musica, chiamato tumba francesa, che usa un particolare tipo di tamburo, di danza e di suoni. Tale genere sopravvive tutt’oggi a Santiago de Cuba.