1) Anni ’20 e ’30

 

Anni ’20 e anni ’30

ll Son arrivò a L’Avana all’inizio del XX secolo. Dagli anni ’20 fu uno dei balli più popolari di Cuba: i dischi del Sexteto Boloña sono del 1918. Negli anni ’30 i dischi del Septeto Nacional e del Trío Matamoros fecero il giro del mondo. Il Son fu urbanizzato, con l’aggiunta le trombe e nuovi strumenti, che aiutarono a influenzare tutte le forme di musica successive. Alla Avana furono importanti anche la musica popolare americana e il jazz che venivano trasmessi via radio.

I sextetos lasciarono il posto ai septetos, che includevano la chitarra o il tres, la marímbula o il contrabbasso, i bongos, le claves e le maracas. La tromba fu introdotta alla fine degli anni ’20 per aumentare la sonorità. I cantanti improvvisavano le melodie per impreziosire il ritmo base della clave. Il son ha sempre avuto un ampio raggio di interpretazioni, dallo stile dell’Oriente, dove i brani potevano essere afro-cubani, con riferimenti a santi e rituali, a quello delle sale da ballo come per il gruppo Conjunto Palmas y Canas. Il son è ancora suonato dai trova, dai conjuntos e dalle big band.

  

La musica cubana entra negli Stati Uniti

Nel 1930 Don Azpiazú fu il primo a vendere un milione di copie del suo disco di musica cubana: El Manisero, con Antonio Machín come cantante. Questi brani furono orchestrati e suonati in un teatro di New York prima di essere incisi, il che sicuramente fece molta pubblicità. I Lecuona Cuban Boys divennero il gruppo cubano più famoso: furono tra i primi ad usare le congas nel conjunto e resero popolare il ballo della Conga. Nel 1941 Desi Arnaz rese popolare la comparsa (simile alla conga) negli Stati Uniti, con la canzone Babalù.Successivamente Machito e Miguelito Valdés sbarcarono a New York. Nel 1923, New York fu città Natale di uno dei maggiori direttori d’orchestra e musicista di impronta cubana: Tito Puente.