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Origini

Cuba, dalle radici spagnole, francesi e africane, aveva prodotto già nell’ottocento autonome scuole musicali. Tale tendenza si è accentuata nel novecento grazie all’influsso esercitato dalla comunità nera che, come sempre in America latina, ha mantenuto quasi intatte le forme musicali africane. La musica cubana è caratterizzata da tre fondamentali filoni. Il primo è quello del sòn, genere di matrice spagnola e africana. La sua evoluzione ha portato alla nascita, negli anni trenta, di famosissimi gruppi detti septetos e sextetos. Un secondo filone, il danzon, attinge alla tradizione francese ed e una forma dai toni più sommessi e affidata a una strumentazione composta per lo più di strumenti a corda. Il terzo filone è infine attribuibile integralmente alla cultura africana. Questi tre filoni si sono sviluppati sia grazie agli schiavi africani deportati sull’isola, sia grazie agli immigrati spagnoli in cerca di fortuna. Le danze popolari europee e la musica folk includevano zapateo, fandango, paso doble e retambico. Successivamente apparvero minuetto, gavotta, mazurka, contradanza, e il valzer, ma solo tra la borghesia bianca. Fernando Ortíz fu il primo a descrivere le innovazioni musicali cubane: esse derivano dalla mescolanza transculturale tra gli schiavi africani che lavoravano nelle piantagioni di zucchero e gli spagnoli delle Isole Canarie che coltivavano tabacco nelle loro piccole fattorie. Gli schiavi africani e i loro discendenti crearono molti strumenti a percussione e preservarono i ritmi che avevano conosciuto nella loro paria. Sicuramente gli strumenti più importanti sono i tamburi, dei quali originariamente ne esistevano 50 tipi diversi; oggi abbiamo bongo, congas e batá (i timbales discendono dai tamburi suonati nelle bande militari spagnole). Parimenti importanti sono le claves, formata da due bastoncini di legno e il Cajon. La clave è usata moltissimo tutt’oggi, mentre il cajon fu usato molto nel periodo in cui il tam,buro fu bandito. Oltre a questi ci sono strumenti a percussione che derivano dalle cerimonie religiose africane e anche l’immigrazione cinese contribuì portando la corneta china che è suonato tutt’oggi nei comparsa di Santiago de Cuba. Il contributo strumentale della Spagna fu la chitarra, ma molto più importanti furono la tradizione per l’annotazione della musica e le tecniche di composizione. L’archivio di Hernando de la Parra fornisce alcune informazioni riguardo alle primissime opere di musica a Cuba. Egli riporta l’utilizzo di strumenti come clarinetto, violino e vihuela. In quel periodo c’era un piccolo gruppo di musicisti professionisti e poche delle loro canzoni sono sopravvissute. Una delle prime è Ma Teodora, scritta da Teodora Gines, una schiava liberata di Santiago, famosa per le sue canzoni. Si dice che il pezzo si ispiri alle forme ecclesiatiche europee del XVI secolo. Le radici della musica cubana si trovano principalmente il Spagna e in Africa, ma nel tempo si sono aggiunte influenze da altri paesi. Tra questi sono molto importanti i contributi della Francia (e delle sue colonie nelle Americhe), degli Stati Uniti e di Puerto Rico. D’altro canto, la musica cubana ha influenzato gli altri paesi, contribuendo allo sviluppo del jazz e della salsa, ma anche del tango argentino, del Highlife ganese, dell’Afrobeat africano e del Nuevo flamenco spagnolo. La musica cubana è stata influenzata dai rituali e dalle credenze africane, le percussioni sono la parte principale della musica africana, come lo è la melodia per la musica europea. Inoltre,nella tradizione africana, le percussioni sono sempre accompagnate da canti e balli, da un particolare rituale sociale. Il risultato dell’unione delle due tradizioni è una musica creola. Questa creolizzazione della vita a Cuba è avvenuta attraverso il XX secolo, in cui le danze, la musica e le credenza africane si sono integrate con quelle europee, per creare le forme di musica popolare che oggi sono presenti a Cuba.

 

Orígenes

Se derivó como resultado de la transculturación de la danza y contradanza europea que llegó a fines del siglo XVIII por vía de las cortes españolas,y las migraciones de franceses y de Haití, que incluían negros y mulatos. Estos bailes de salón recibieron las influencias mestiza para crear un son criollo. Estos bailes se asentaron en la isla caribeña hasta que se convirtieron en la danza o havanera cubanas. Aunque mantenían el influjo afro en su ritmo, ahora poseían una mayor libertad expresiva que permitía a la pareja enlazarse con más sensualismo. La danza aumentó sus partes formativas y extendió su tiempo bailable, por lo que se le empezó a llamar danzón.los instrumentos del danzón son el piano, trompeta, clarinete, flauta, timbales guiro, claves su popuralidad 1900-1940 su fecha de origen segunda mitad del siglo XIX en Cuba. Hay que destacar que, en los años 50, el danzón también fue interpretado en Cuba por las orquestas llamadas Jazz band, donde se destacaron la orquesta “Avilés”, una agrupación centenaria, considerada la más antigua de Cuba. Un ejemplo de ello fue el danzón “Dos Melodías”, una compilación del compositor, guitarrista y arreglista holguinero Juanito Márquez, quien hizo una selección de melodías del compositor George Gershwin, con atrevidas armonizaciones. También, en este contexto, se destaca el compositor santiaguero Electo Rosell “Chepín”, con sus danzones “Bodas de Oro” y “La Reina Isabel”, donde se plantean algunas variantes formales con respecto al danzón original. Dentro de lo más destacado del danzón en Cuba, debe ser mencionado el “Danzón de los Danzones”, “Tres Lindas Cubanas”, del compositor Antonio María Romeu, el mas grande exponente del danzón de todos los tiempos. A elo hay que agregar las contribuciones hechas por orquestas como “Aragón”, sin dejar de mencionar compositores de esta época, como son José Luis Loyola, Guido Medina y otros, que han dado nuevas perspectivas al quehacer danzonero cubano de la actualidad.

 

Music of Cuba

 

Genres
  • Batá and yuka
  • Bolero
  • Chachachá
  • Changui
  • Charanga
  • Conga
  • Contradanza
  • Danzón
  • Descarga
  • Filín
  • Guajira
  • Guaracha
  • Habanera
  • Jazz
  • Hip hop
  • Mambo
  • Nueva trova
  • Rock
  • Rumba
  • Salsa cubana
  • Son
  • Son montuno
  • Timba
  • Trova

The Caribbean island of Cuba has developed a wide range of creolized musical styles, based on its cultural origins in Europe and Africa. Since the 19th century its music has been hugely popular and influential throughout the world. It has been perhaps the most popular form of world music since the introduction of recording technology.

The music of Cuba, including the instruments and the dances, is mostly of European (Spanish) and African origin. Most forms of the present day are creolized fusions and mixtures of these two sources. Almost nothing remains of the original Indian traditions.

 

 

Overview

Large numbers of African slaves and European (mostly Spanish) immigrants came to Cuba and brought their own forms of music to the island. European dances and folk musics included zapateo, fandango, paso doble and retambico. Later, northern European forms like minuet, gavotte, mazurka, contradanza, and the waltz appeared among urban whites. There was also an immigration of Chinese indentured laborers later in the 19th century.

Fernando Ortiz, the first great Cuban folklorist, described Cuba’s musical innovations as arising from the interplay (‘transculturation’) between African slaves settled on large sugar plantations and Spaniards or Canary Islanders who grew tobacco on small farms. The African slaves and their descendants made many percussion instruments and preserved rhythms they had known in their homeland. The most important instruments were the drums, of which there were originally about fifty different types; today only the bongos, congas and batá drums are regularly seen (the timbales are descended from kettle drums in Spanish military bands). Also important are the claves, two short hardwood batons, and the cajón, a wooden box, originally made from crates. Claves are still used often, and cajons (cajones) were used widely during periods when the drum was banned. In addition, there are other percussion instruments in use for African-origin religious ceremonies. Chinese immigrants contributed the corneta china (Chinese cornet), a Chinese reed instrument still played in the comparsas, or carnival groups, of Santiago de Cuba.

The great instrumental contribution of the Spanish was their guitar, but even more important was the tradition of European musical notation and techniques of musical composition. Hernando de la Parra’s archives give some of our earliest available information on Cuban music. He reported instruments including the clarinet, violin and vihuela. There were few professional musicians at the time, and fewer still of their songs survive. One of the earliest is Ma Teodora, by a freed slave, Teodora Gines of Santiago de Cuba, who was famous for her compositions. The piece is said to be similar to ecclesiastic European forms and 16th century folk songs.

Cuban music has its principal roots in Spain and West Africa, but over time has been influenced by diverse genres from different countries. Important among these are France (and its colonies in the Americas), and the United States.

Cuban music has been immensely influential in other countries. It contributed not only to the development of jazz and salsa, but also to the Argentinian tango, Ghanaian high-life, West African Afrobeat, Dominican Bachata and Merengue, Colombian Cumbia and Spanish Nuevo flamenco.

The African beliefs and practices certainly influenced Cuba’s music. Polyrhythmic percussion is an inherent part of African music, as melody is part of European music. Also, in African tradition, percussion is always joined to song and dance, and to a particular social setting. The result of the meeting of European and African cultures is that most Cuban popular music is creolized. This creolization of Cuban life has been happening for a long time, and by the 20th century, elements of African belief, music and dance were well integrated into popular and folk forms.