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Economia

 

Prima dell’avvento al potere di Castro, l’economia dell’isola, fondata sulla monocoltura della canna da zucchero, era controllata dal capitale statunitense. Il governo rivoluzionario ha statalizzato l‘agricoltura, nazionalizzato industrie, banche, servizi e dagli anni Sessanta stretto un patto di mutua assistenza con l’URSS, a cui veniva ceduta la maggior parte dello zucchero in cambio di petrolio, aiuti finanziari e militari.

Il sistema è entrato in crisi negli anni ottanta in seguito alla caduta dei prezzi dello zucchero sui mercati internazionali. Senza rinnegare il suo carattere socialista, nei primi anni novanta il governo ha avviato una parziale transizione di mercato (legalizzazione delle libere professioni, dei mercati agricoli in cui i contadini vendono al libero mercato i loro prodotti, apertura verso investimenti stranieri) e dal 1993 ha legalizzato il dollaro statunitense col quale per almeno un decennio turisti e cubani hanno acquistato nei negozi statali in moneta forte,sostituito, poi, nel 2004 dal cuc o peso convertibile,che vale 25 pesos cubani. Una caratteristica saliente dell’economia è il contrasto tra i settori relativamente efficienti del turismo e delle esportazioni, e i settori domestici inefficienti.

L’economia cubana venne colpita duramente nei primi anni Novanta a seguito del collasso dell’Unione Sovietica e del blocco economico del Comecon, con il quale commerciava di preferenza. L’embargo statunitense (chiamato Bloqueo dai cubani), in vigore dai primi anni sessanta, impedisce all’economia cubana di svilupparsi bloccando l’import-export da e verso gli USA. Nell’ottobre 2007 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato per la 16ª volta una mozione (184 voti favorevoli, 3 assenti, 4 contrari Isole Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti, e l’astensione della Micronesia) per chiedere agli Stati Uniti la cessazione dell’embargo[.

Problemi più recenti comprendono l’alto prezzo del petrolio, la recessione nei mercati chiave per l’esportazione come zucchero e nichel, i danni provocati dagli uragani, il turismo depresso e le instabili condizioni economiche mondiali. Tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004, sia i livelli del turismo che i prezzi del nichel sono aumentati, così come il commercio cubano con gli USA, a dispetto dell’embargo finanziario e commerciale. Forti legami commerciali sono stati intrapresi dal governo con il Venezuela del presidente Chávez, in un’ottica pan-iberoamericana. Un altro importante fattore nella ripresa dell’economia cubana sono le rimesse degli emigranti.

Il passaggio dal governo di Fidel Castro al governo di Raul Castro ha portato alcune misure di parziale liberalizzazione.

Risorse economiche

 Piantagione di tabacco a Cuba

Durante gli anni sessanta il governo cubano dovette tutelare i boschi per via del precedente disboscamento. Il governo attuò in tutta l’isola dei programmi di rimboschimento che riportarono le foreste a ricoprire il 27,7% del territorio; il legname prodotto è prevalentemente quello dei pini.

L’industria della pesca è prevalentemente gestita da piccoli operatori o da cooperative; il governo ha incentivato lo sviluppo della pesca ottenendo un aumento del pescato annuo. L’isola ha importanti risorse minerarie, tra cui vanno ricordati soprattutto i giacimenti di nichel (di cui il paese è uno dei principali produttori mondiali), poi vi sono giacimenti di cromo, rame, ferro e anche depositi di manganese, vi sono anche piccoli giacimenti di petrolio, amianto, zolfo, pirite e sale. Questi costituivano uno dei settori più importanti delle esportazioni cubane ma a causa dell’embargo esse hanno avuto un leggero calo.

All’inizio degli anni sessanta lo stato nazionalizzò tutte le industrie straniere (soprattutto statunitensi) presenti nell’isola, il governo varò dei programmi di automazione dell’industria dello zucchero; vennero riorganizzate anche le industria lattiero-casearie e l’allevamento. Nel paese sono presenti anche industrie tessili, industrie alimentari, l’industria del tabacco e della raffinazione del petrolio; minima è invece la produzione di cemento, birra, acciaio e fertilizzanti. L’energia elettrica del paese è per lo più generata da impianti alimentati a petrolio, a carbone o con scarti della canna da zucchero. Nelle vicinanze di Cienfuegos era in costruzione una centrale nucleare di collaborazione sovietica, ma il progetto è stato interrotto nel 1995 a causa di problemi finanziari.

 Esportazioni

Nel 2005 le esportazioni cubane hanno prodotto 2,4 miliardi di dollari. I principali paesi verso cui si sono indirizzate tali esportazioni sono Paesi Bassi (18,5%), Canada (18,5%), Cina (16%), Bermuda (14,1)% e Spagna (5,1%). I beni esportati sono principalmente zucchero, nichel, tabacco, pesce, e prodotti farmaceutici. Cuba è uno dei maggiori produttori al mondo di zucchero e controlla circa il 6,4% del mercato mondiale del nichel. Recentemente vasti giacimenti petroliferi sono stati trovati a nord dell’isola.

Importazioni

Nel 2005 Cuba ha importato beni per 6,9 miliardi di dollari e i suoi principali partner commerciali in tal senso sono stati Venezuela (27%), Cina (15,8%), Spagna (9,7%), Germania (6,5%), Canada (5,6%), Italia (4,4)%, USA (4,4%). Rilevanti sono state le importazioni di generi alimentari, carburanti, abiti e prodotti tecnologici.

Vie di comunicazione

Strade e autostrade La strada principale è la Carretera Central che attraversa tutta l’isola. Ci sono poi alcune autostrade (autopistas): A1 (Autopista Nacional) unisce l’Avana a Santa Clara e Sancti Spiritus, con sezioni aggiuntive vicino a Santiago e Guantanamo A2 unisce l’Avana a Melena del Sur A3 (Autopista del Mediodia) unisce l’Avana a San Antonio de los Baños A4 (Autopista Este-Oeste) unisce l’Avana a Pinar del Rio A5 unisce l’Avana a Mariel Pimer anillo de La Habana che attraversa la capitale Circunvalación de Santa Clara che attraversa Santa Clara La sezione della Via Blanca da Matanzas al Varadero. Ferrovie

Le Ferrovie Nazionali di Cuba (Ferrocarriles Nacionales de Cuba) sono l’unica compagnia ferroviaria operante a Cuba. Le FNC utilizzano uno scartamento standard di 1435 mm, e si estendono da Guane, nella Provincia di Pinar del Río (estremità occidentale dell’isola), alla Baia di Guantanamo (estremità orientale).

Porti Sono presenti 7 porti: Cienfuegos, L’Avana, Manzanillo, Mariel, Matanzas, Nuevitas, Santiago. Aeroporti La capitale è servita dall’Aeroporto Internazionale José Martí (codice IATA HAV). Altri aeroporti internazionali sono: Aeroporto Antonio Maceo di Santiago di Cuba (codice IATA SCU) Aeroporto Juan Gualberto Gómez di Varadero (codice IATA VRA) Aeroporto Frank País di Holguín (codice IATA HOG) Aeroporto Jardines del Rey di Cayo Coco (codice IATA CCC) Aeroporto Máximo Gómez di Ciego de Avila (codice IATA AVI) Aeroporto Ignacio Agramonte di Camaguey (codice IATA CMW) Aeroporto Vilo Acuña di Cayo Largo del Sur (codice IATA CYO) Aeroporto Abel Santamaría di Santa Clara (codice IATA SNU) Aeroporto Jaime González di Cienfuegos (codice IATA CFG) Aeroporto Mariana Grajales di Guantánamo (codice IATA GAO) Aeroporto Sierra Maestra di Manzanillo (codice IATA MZO)

Turismo

 La spiaggia di Varadero

Il turismo a Cuba si sta sviluppando a passi da gigante, diventando una delle voci più importanti dell’economia dell’isola, stretta dalla morsa del blocco commerciale imposto dagli USA. Proprio per questa importanza economica, nel 2003 si sono verificati decine di attentati terroristici ai danni delle infrastrutture turistiche e dirottamenti di mezzi pubblici di trasporto per indebolire il governo, perpetrati da cellule anticastriste. Al termine di questi attacchi, tre terroristi furono processati e giustiziati.

Inoltre va ricordato il caso di Fabio Di Celmo, giovane imprenditore italiano affezionato viaggiatore di Cuba. Poco dopo il mezzogiorno del 4 settembre 1997 lo uccise una bomba, una piccola carica di 50 grammi di plastico C-4 esplosa sotto un divano nel bar dell’hotel Copacabana di Miramar, la riviera ovest della capitale cubana. Meno di un anno dopo, nel luglio del ’98, nel luogo esatto in cui Fabio morì, venne posto un bassorilievo in bronzo con la sua immagine e una iscrizione in memoria e monito di quell’atto di barbarie. L’attentatore, Cruz León, è stato condannato alla pena capitale ed è tuttora recluso in un carcere dell’Avana.

Oltre al turismo ufficiale dei grandi alberghi e villaggi con animazione gestiti dallo stato insieme ad investitori privati, prende campo a Cuba il “turismo fai da te“, grazie alle cosiddette casas particulares letteralmente “case private” che permettono ai turisti più avventurosi di pernottare presso famiglie cubane a prezzi convenienti. In queste case, oltre alla prima colazione, si possono assaggiare specialità locali sia a pranzo sia a cena. Qui si vive in pieno lo spirito di accoglienza dei Cubani. Un buon punto di partenza è Casamparo, da oltre 10 anni presente la guida on line case particular cubane .

Per telefonare da Cuba al proprio paese è molto opportuno usare una scheda (tarjeta) prepagata: questo permette di conoscere subito la propria spesa.

Economía

Desde el año 1962, el sistema político-económico de Cuba ha sido unipartidista y estatalista, identificado con el marxismo-leninismo. De hecho, la mayoría de los medios de producción están bajo el control directo del gobierno así como la fuerza de trabajo. El porcentaje de trabajadores empleados por el sector público cayó de un 91% en 1981 a un 76% en el año 2000.[Desde los 1990s, existe un movimiento hacia más empleos en el sector privado. Las inversiones del capital extranjero requieren la aprobación del gobierno. El 85,2% de la población en edad laboral tiene nivel medio superior, y el 30% son profesionales y técnicos, de ellos el 61,3% son mujeres.[A partir de junio de 2009 se permitió el pluriempleo para palear la crisis mundial y el envejecimiento poblacional.

La caída de la Unión Soviética, el principal suministrador y mercado de Cuba, inauguró el Periodo Especial. Para superar la crisis, causada por el fin de la CAME, el gobierno promovió la inversión de capital extranjero, firmando acuerdos con países como China, Italia, Canadá y Venezuela, entre otros.

Desde mediados del 2005, la economía cubana actual enfrenta a un proceso de recuperación debido a las sequías y los huracanes, que han provocado daños a los cultivos de exportación y de consumo nacional, el racionamiento energético. Respecto al consumo de electricidad, Cuba ha llevado la revolución energética, así llamada por el gobierno para promover la necesidad del ahorro, nuevos medios de obtención de energía y concientizar al pueblo cubano. El PIB creció a partir de ese año de manera acelerada alcanzando:

  • 11,8% en 2005
  • 12,5% en 2006
  • 7,5% en 2007
  • 4,3% en 2008

El embargo estadounidense sobre Cuba ha impactado a la recuperación económica el país, según el gobierno y ONG’s como Human Rights Watch o Amnistía Internacional, el mismo ha sido condenado abrumadoramente en 17 ocasiones consecutivas en la ONU.

Las monedas oficiales son el Peso cubano (dividido en 100 centavos) y el Peso cubano convertible (CUC) (US$ 1,08 desde abril de 2005). La conversión entre el CUP y el CUC está fijada en 1 CUC = 25 CUP.

Según The World FactBooken su edición 2006, el Producto Interno Bruto (PIB) de Cuba alcanza los 45510 millones, con un crecimiento real del 9,5%. Según la misma fuente, el PIB se divide de la siguiente manera:

Exportaciones a

Importaciones de

País

Porcentaje

País

Porcentaje

 Países Bajos 25,8%  Venezuela 15,2%
 Rusia 21,1%  Italia 14,5%
 Venezuela 18,3%  España 13,7%
 Canadá 13,3%  Francia 6,5%
 China 10%  Canadá 5,7%
 España 6,8%  China 5,3%
Otros 4,7% Otros 39,1%
  • Agricultura: 5,1%
  • Industria: 27,2%
  • Servicios: 67,6%

La fuerza laboral activa está compuesta por 4,82 millones de personas, con una baja tasa de desempleo (1,9%); el 78% de esta fuerza laboral trabaja para el estado, que controla los medios de producción nacionales.

La balanza económica es deficitaria, ya que las exportaciones alcanzan los 2.956 millones de dólares; mientras que las importaciones ascienden a 9.510 millones de dólares.

La deuda externa asciende a 16.620 millones en moneda convertible más 15.000-20.000 millones a Rusia.

Las principales industrias son: turismo, azúcar, petróleo, tabaco, construcción, níquel, acero, cemento, maquinaria agrícola, industria farmacéutica. Entre las producciones agrícolas destacan: caña de azúcar, tabaco, cítricos, café, arroz, papas, frijoles. También es importante la producción ganadera.

Sistema de seguridad social en salud en Cuba

Todos los ciudadanos cubanos residentes en el país tienen derecho a recibir asistencia en todas las instituciones de salud, la cual es gratuita. El Estado garantiza el derecho a recibir atención médica de la siguiente forma: con la prestación de la asistencia médica y hospitalaria gratuita, mediante la red de instalaciones de servicio médico rural, de los policlínicos, hospitales, centros profilácticos y de tratamiento especializado; con la prestación de asistencia estomatológica gratuita; con el desarrollo de los planes de divulgación sanitaria y de educación para la salud, exámenes médicos periódicos, vacunación general y otras medidas preventivas de las enfermedades. En estos planes y actividades coopera toda la población a través de las organizaciones de masas y sociales.

El Estado cubano concede a la mujer trabajadora licencia retribuida por maternidad, antes y después del parto, y opciones laborales temporales compatibles con su función materna.

Todo cubano tiene acceso a médicos, enfermeros, especialistas y medicinas.[En la actualidad, existen 22 Facultades de Ciencias Médicas, distribuidas por todas las provincias del país. Existen facultades que reciben sólo a estudiantes extranjeros como la Escuela Latinoamericana de Medicina en La Habana (ELAM) y muchas otras en todo el país que en la actualidad implementan un nuevo modelo de educación bajo los convenios con Venezuela en el marco del ALBA, dando oportunidad a estudiantes de bajos recursos provenientes de Venezuela, Bolivia, Honduras y Ecuador alojados en residencias estudiantiles.

La Salud Pública de la isla ha ganado el reconocimiento de los organismos mundiales y regionales especializados. Cuba brinda ayuda médica a otros países como Bolivia, Honduras, Venezuela y muchos otros.

Cuba posee una de las más bajas tasas de mortalidad infantil del mundo, con un índice de 5,3 por cada mil nacidos vivos durante el año 2007.

Economy

The Cuban state adheres to socialist principles in organizing its largely state-controlled planned economy. Most of the means of production are owned and run by the government and most of the labor force is employed by the state. Recent years have seen a trend towards more private sector employment. By 2006, public sector employment was 78% and private sector 22%, compared to 91.8% to 8.2% in 1981. Capital investment is restricted and requires approval by the government. The Cuban government sets most prices and rations goods. Any firm wishing to hire a Cuban must pay the Cuban government, which in turn will pay the employee in Cuban pesos. Cubans cannot change jobs without government permission. The average wage at the end of 2005 was 334 regular pesos per month ($16.70 per month) and the average pension was $9 per month.

Cuba relied heavily on trade with the Soviet Union. From the late 1980s, Soviet subsidies for Cuban goods started to dry up. Before the collapse of the Soviet Union, Cuba depended on Moscow for substantial aid and sheltered markets for its exports. The removal of these subsidies (for example the oil) sent the Cuban economy into a rapid depression known in Cuba as the Special Period. In 1992 the United States tightened the trade embargo, hoping to see democratisation of the sort that took place in Eastern Europe.

Like some other Communist and post-Communist states following the collapse of the Soviet Union, Cuba took limited free market-oriented measures to alleviate severe shortages of food, consumer goods, and services. These steps included allowing some self-employment in certain retail and light manufacturing sectors, the legalization of the use of the US dollar in business, and the encouragement of tourism. Cuba has developed a unique urban farm system (the organopónicos) to compensate for the end of food imports from the Soviet Union. In recent years, Cuba has rolled back some of the market oriented measures undertaken in the 1990s. In 2004 Cuban officials publicly backed the Euro as a “global counter-balance to the US dollar”, and eliminated U.S. currency from circulation in its stores and businesses.

Tourism was initially restricted to enclave resorts where tourists would be segregated from Cuban society, referred to as “enclave tourism” and “tourism apartheid”. Contacts between foreign visitors and ordinary Cubans were de facto illegal until 1997.In 1996 tourism surpassed the sugar industry as the largest source of hard currency for Cuba. Cuba has tripled its market share of Caribbean tourism in the last decade; as a result of significant investment in tourism infrastructure, this growth rate is predicted to continue. 1.9 million tourists visited Cuba in 2003, predominantly from Canada and the European Union, generating revenue of $2.1 billion. The rapid growth of tourism during the Special Period had widespread social and economic repercussions in Cuba, and led to speculation about the emergence of a two-tier economy. The Medical tourism sector caters to thousands of European, Latin American, Canadian, and American consumers every year.

The communist agricultural production system was ridiculed by Raúl Castro in 2008. Cuba now imports up to 80% of food used for rations. Before 1959, Cuba boasted as many cattle as people.

For some time, Cuba has been experiencing a housing shortage because of the state’s failure to keep pace with increasing demand. The government instituted food rationing policies in 1962, which were exacerbated following the collapse of the Soviet Union and the tightening of the U.S. embargo. Studies have shown that, as late as 2001, the average Cuban’s standard of living was lower than before the downturn of the post-Soviet period. Paramount issues have been state salaries failing to meet personal needs under the state rationing system, chronically plagued with shortages. The variety and quantity of available rationed goods declined.

Under Venezuela’s Mission Barrio Adentro, Hugo Chávez has supplied Cuba with up to 80,000 barrels (13,000 m3) of oil per day in exchange for 30,000 doctors and teachers.

In 2005 Cuba had exports of $2.4 billion, ranking 114 of 226 world countries, and imports of $6.9 billion, ranking 87 of 226 countries.[112] Its major export partners are China 27.5%, Canada 26.9%, Netherlands 11.1%, Spain 4.7% (2007). Cuba’s major exports are sugar, nickel, tobacco, fish, medical products, citrus, and coffee; imports include food, fuel, clothing, and machinery. Cuba presently holds debt in an amount estimated to be $13 billion, approximately 38% of GDP.[ According to the Heritage Foundation, Cuba is dependent on credit accounts that rotate from country to country. Cuba’s prior 35% supply of the world’s export market for sugar has declined to 10% due to a variety of factors, including a global sugar commodity price drop that made Cuba less competitive on world markets. At one time, Cuba was the world’s most important sugar producer and exporter. As a result of diversification, underinvestment, and natural disasters, Cuba’s sugar production has seen a drastic decline. In 2002 more than half of Cuba’s sugar mills were shut down. Cuba holds 6.4% of the global market for nickel, which constitutes about 25% of total Cuban exports. A 2005 US Geological Survey report estimates that the North Cuba Basin could contain 4.6 billion barrels of oil and 9.8 trillion cubic feet of natural gas.

In 2010, Cubans were allowed to build their own houses. According to Raul Castro, they will be able to improve their houses with this new permission, but the government will not endorse these new houses or improvements.

On August 2, 2011, The New York Times reported Cuba as reaffirming their intent to legalize “buying and selling” of private property before the year ends. According to experts, the private sale of property could “transform Cuba more than any of the economic reforms announced by President Raúl Castro’s government”. It will cut more than one million state jobs including party bureaucrats which resist the changes